Data visualization: le migliori soluzioni per il social listening e monitoring

Una mini guida sulle soluzioni più efficaci di data visualization per estratte insight dalle conversazioni online e sui social

***NOTE TO INSPECTOR: All visible graphics are our own design, and were produced for this particular shoot.***

Monitorare, analizzare, e ottimizzare: il mantra di ogni marketer per estrarre conoscenza e indicazioni operative dall’analisi dei KPIs.

Tuttavia, bisogna rendere la mole dei dati intelligibili, comprensibili e di facile lettura. Per questa ragione, la data visualization è il miglior alleato a tua disposizione per ottimizzare il processo decisionale e strutturare la grande mole di big data provenienti dai social: conversazioni e tematiche, sentiment e metriche di benchmark, canali e localizzazione, analisi di utenti e influencer, evoluzioni e tendenze, etc.

In aggiunta, bisogna prendere in considerazione alcune caratteristiche intrinseche dei big data quali volume, varietà, velocità e variabilità. Motivo per cui, le soluzioni di data visualization acquistano ancora di più valore in quanto permettono di aggregare e semplificare il processo di condivisione dell’informazione.

Ovviamente, esistono differenti e numerose opzioni di rappresentazione grafica dei dati. Ciò nonostante, in questo articolo mi voglio concentrare sui modelli più utili per le attività di ascolto, monitoraggio e reportistica online e sui social.

Temi di conversazione

Le tag cloud sono l’opzione più diretta per rappresentare le tematiche di maggior impatto per un brand o relative a competitor, offerta di prodotto, leve di marketing, etc. I temi sono mostrati tramite parole chiave che presentano il concetto, inoltre le dimensioni variano a seconda del volume di menzioni associato.

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Puoi segmentare ulteriormente i dati grazie ai cluster e alla ruota tematica. In entrambi i casi, andremo a visualizzare i micro temi collegati alla tematica principale. Il cluster è un diagramma di rete in cui l’intensità dei collegamenti, nel nostro caso il volume di informazione correlata, è raffigurato dallo spessore delle linee di connessione tra i concetti. Nella ruota il peso dell’informazione è dato dalla larghezza del settore circolare.

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Sentiment e metriche di benchmark

I diagrammi a barre, verticali o orizzontali, sono uno strumento prezioso di data visualization per illustrare il sentiment correlato. La diversa altezza o lunghezza delle barre è proporzionale al valore che rappresentano e le scelte cromatiche rendono palese le polarità (positiva, neutra, negativa) associate.

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Questo grafico può essere ulteriormente valorizzato tramite tabelle comparative che servono ad avere una panoramica del sentiment inerente a brand, temi di analisi, etc.

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Canali e localizzazione

I grafici ad anello mostrano il rapporto tra le parti. Di conseguenza, sono perfetti per rappresentare l’apporto dei diversi canali o piattaforme alla conversazione su brand, prodotti o tendenze. È possibile mostrare le percentuali e/o il numero totale legato al singolo network di diffusione.

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I cartogrammi e le mappe geografiche presentano la localizzazione dell’informazione su base mondiale, nazionale, regionale o cittadina. Il diametro dei diversi cerchi presenta il volume delle menzioni associate.

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Analisi di utenti e influencer

I diagrammi cartesiani restituiscono un quadro preciso del peso dei diversi autori coinvolti. Infatti, permettono di realizzare influencer map dove sulle ascisse vengono riportati i dati relativi alla partecipazione (n°di menzioni) e sulle ordinate gli indicatori relativi alla visibilità come reach potenziale, numero di fan/follower, risposte e commenti generati, etc. L’incrocio tra questi valori restituirà la portata del diffusore.

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In alternativa, anche in questo caso possiamo far leva sui diagrammi di rete (vedi sopra) per valutare nel dettaglio la capacità di networking e coinvolgimento dell’autore.

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Evoluzioni e tendenze

I grafici a linee sono perfetti per evidenziare gli andamenti temporali e per comparare la performance di diverse entità messe a confronto. Ad esempio, i tuoi competitor o linee di prodotto.Ti consiglio di arricchirli con box di testo che riportano totali, medie, minime e massime per avere un’informazione ancora più completa. Oppure con tabelle per riportare il dettaglio legato a ogni singola entità.

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Oggi il cambiamento permanente è la norma. Quindi, soltanto le aziende in grado di dare forma, struttura e generare spunti operativi dai dati potranno realmente innovare processi, servizi e prodotti. Una visione insight-driven al marketing non è più rimandabile, pena una perdita di competitività e valore che nel lungo periodo potrebbe risultare decisiva.

Autore: Federico Oliveri
Digital Marketing Manager Italia - Digimind
Website Digimind
Twitter Federico Oliveri
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