Tendenze e-commerce 2017: agli italiani piace multi‐device, boom di acquisti da smartphone

Aumentano i consumatori che acquistano online ma cresce anche la spesa media e la frequenza d’acquisto nel canale digitale. Gli acquirenti online abituali rappresentano il 51,6% dell’utenza italiana, pari a  15,9 milioni. Questi alcuni dati sul mercato dell’e-commerce, presentati da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

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L'e-commerce in Italia continua la sua crescita: si amplia il pubblico degli acquirenti online, ma soprattutto aumenta il giro d’affari generato; mentre gli e‐shopper nel 2016 sono cresciuti del 10%, raggiungendo quota 20,7 milioni di utenti, il valore delle transazioni ha subito un incremento del 18%, giungendo a sfiorare i 20 miliardi di euro.

Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, evidenzia la frequenza sempre maggiore con cui gli italiani fanno shopping online. Gli utenti abituali, coloro che effettuano in media almeno un acquisto online al mese, sono infatti in forte crescita: nel 2016 sono aumentati del 25% e sono ormai quasi 16 milioni. Le spese di questi e‐shopper pesano per il 94% sul giro d’affari totale dell’e-commerce italiano, a riprova del fatto che per questa ampia fetta di utenti l’acquisto online è ormai una routine. La pratica di effettuare acquisti online è ormai estremamente generalizzata: l’83,6% degli utenti internet italiani ha comprato online almeno una volta nella vita e più della metà – il 51,6% ‐ lo fa abitualmente.

Si tratta di un mercato di dimensioni straordinarie, ma destinato a svilupparsi ulteriormente: per il 2017 Netcomm prevede infatti una crescita annua vicina al 19%, che dovrebbe portare il volume delle transazioni a circa 23 miliardi e mezzo di euro. Tra i settori con trend in crescita per il 2017 ci sono: Arredamento e Home Living (48%), Food & Grocery (30%) e l’Editoria (+16%). Un altro aspetto di particolare importanza evidenziato da Netcomm riguarda i canali scelti dagli utenti italiani per effettuare acquisti su internet e la loro redditività. Se il PC resta lo strumento preferito dagli e‐shopper, i dispositivi mobile guadagnano rapidamente terreno: a dicembre 2016 il 26,1% degli acquisti è stato effettuato da tablet o smartphone. Se nel caso dei primi la crescita è tutto sommato ridotta (+14% rispetto al 2015), i secondi hanno evidenziato un vero e proprio boom: le transazioni sono cresciute dell’80% nel corso del 2016.+

È quindi auspicabile che i commercianti puntino esclusivamente sul mobile, considerando i tassi di crescita? “È importante che gli operatori dell’e‐commerce offrano strumenti mobile friendly, ma l’obiettivo non deve essere di migrare interamente il traffico verso smartphone e tablet. Occorre piuttosto puntare alla omnicanalità: la possibilità di acquistare ovunque offre una migliore esperienza all’utente, ma ha anche dei chiari ritorni economici per il commerciante”, afferma Roberto Liscia, Presidente del Consorzio Netcomm. “I nostri dati mostrano chiaramente che gli acquirenti multipiattaforma, pur costituendo circa il 25% del totale, generano il 40% del valore complessivo. Il motivo è presto spiegato: un utente che può contare su strumenti pratici e flessibili sarà più soddisfatto e quindi più propenso a ritornare”.

Per meglio identificare gli “everywhere shopper”, ossia gli utenti che effettuano acquisti da PC, tablet e smartphone, il Consorzio Netcomm con le elaborazioni di Human Highway ne ha tratteggiato un profilo: si tratta di un universo di un milione di individui (5,6% degli acquirenti online), principalmente uomini (64%), di età compresa tra i 25 e i 44 anni (70%), in possesso di una laurea (60%) e residenti in grandi centri urbani (43%). È interessante notare che per questa categoria di utenti gli strumenti online non sostituiscono gli acquisti offline, ma anzi li supportano: il 33,7% di loro dichiara infatti di utilizzare lo smartphone per orientarsi nell’acquisto in negozio. Un elemento che evidenzia come l’e‐commerce non sia una minaccia per i punti vendita fisici, ma piuttosto costituisca un elemento imprescindibile di una strategia di crescita globale. Gli everywhere shopper, inoltre, contribuiscono all’11,7% del Net Retail perché spendono oltre il 100% in più della media.

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