European Digital Behaviour Study 2015: entro il 2018 lo smartphone sarà il device primario di accesso a internet in Italia

Sono usciti i dati dell'European+ Digital Behaviour Study di ContactLab, l’indagine che da sei anni studia i comportamenti e le abitudini digitali degli utenti internet di 6 Paesi Europei e da quest’anno anche degli online shopper di 4 aree metropolitane di Cina e USA

I nuovi dati dello European + Digital Behaviour Study di ContactLab, che da sei anni studia i comportamenti e le abitudini digitali degli utenti internet di 5 Paesi europei e da quest’anno anche degli online shopper di 4 aree metropolitane di Cina e USA. Il made in Italy si conferma una garanzia in tutto il mondo.

Quali sono gli acceleratori digitali? Che ruolo rivestono i diversi media online? Come si fa a ingaggiare e coinvolgere i consumatori? E come soddisfarli, superando addirittura le loro aspettative? E infine, esistono e per quali Paesi le potenzialità di internazionalizzazione del proprio e-commerce, e con quali leve? Queste ed altre domande sono al centro del nuovo E+DBS15, la storica ricerca firmata ContactLab, che da sei anni fotografa l’evoluzione dei comportamenti della popolazione internet italiana ed europea.

Quest’anno due novità per E+DBS15: i trend europei degli ultimi tre anni nelle abitudini di navigazione, uso dei device, e-commerce, uso dell’email degli utenti tra i 16 e i 65 anni che si connettono regolarmente, ossia almeno una volta a settimana, ad internet e l’estensione del panel a quattro aree metropolitane extraeuropee: New York e Los Angeles in USA, Shanghai e Guangzhou in Cina, dove sono stati presi a campione gli online shopper.

Tutti i risultati sono statisticamente rappresentativi della popolazione europea; anche quest’anno, come sempre, l’indagine si arricchisce delle risposte raccolte dai merchant che hanno aderito all’indagine: sono più di 15.000 i consumatori che spontaneamente hanno contribuito dettagliando le loro abitudini digitali.

Il panorama digitale è in forte accelerata e segue percorsi sempre più battuti, che possono quindi essere qualificati come veri e propri stili di vita e come tali vanno interpretati in una economia dove mai come oggi è importante, per le aziende, far evolvere la propria offerta e raffinando i servizi a disposizione dell’utente, sempre più esigente e, appunto, caratterizzato da specifiche abitudini.

Entro il 2018 lo smartphone sarà il device primario da cui la popolazione italiana consulterà internet: nell’ultimo anno gli utenti regolari di internet sono cresciuti di due milioni di unità (+8%) e questo grazie soprattutto all’utilizzo di una connessione mobile. Proiettando la crescita degli ultimi 3 anni (+96%, quasi il raddoppio) dell’adozione dello smartphone come strumento di navigazione al 2018, oggi usato da quasi 16 milioni di italiani tra i 16 e i 65 anni, E+DBS15 ha previsto questo superamento, che trasformerà le esigenze dei consumatori affinando le loro aspettative nei confronti dell’esperienza vissuta quando si relazionano con un brand.

Crescono con costanza anche gli online shopper: in Italia negli ultimi due anni sono aumentati di 4 milioni di unità, distribuiti tra tutte le categorie merceologiche, anche se rispetto agli altri Paesi europei è ancora lontana in termini di potenzialità di adozione dello strumento. Nell’ultimo anno 12.4 milioni di cittadini, corrispondenti al 43% degli utenti internet regolari, hanno fatto almeno un acquisto online.

La categoria più popolare continua ad essere l’abbigliamento, acquistato online dal 46% degli online shopper (spesa media 408€), i trasporti o viaggi (41%) mentre la più interessante, da monitorare, sono gli alimentari, per i quali gli online shopper (14%) hanno speso in un anno in media 200 euro. Rispetto allo scorso anno la spesa media pro capite è rimasta pressochè invariata, 1200€; PayPal si conferma al primo posto che per la prima volta in Italia scalza il primato della carta prepagata, storicamente lo strumento più utilizzato dagli online shopper nostrani.

L’email è, ormai da anni, l’azione più diffusa in Italia (e in Europa) durante la navigazione online. L’82% degli utenti internet regolari italiani è iscritto ad almeno una newsletter, e da anni va consolidandosi la tendenza a fidarsi dei contenuti delle newsletter che si è scelto di ricevere. È per questo motivo che l’email, oltre ad essere la prima scelta tra i canali digitali quando si decide di rimanere in contatto con i brand, esercita una forte influenza sulle decisioni di acquisto: il 63% degli iscritti ad almeno una newsletter dichiarano di essersi recati in negozio a comprare il prodotto pubblicizzato nell’email, mentre il 42% di acquistare direttamente online partendo da un link in newsletter. Comportamenti, questi, che sono andati intensificandosi negli anni mostrando un consumatore sempre più evoluto e consapevole.

Quasi il 25% della spesa media annuale europea viene fatta oltreconfine; gli italiani sono tra gli online shopper più abituati ad acquistare online su siti esteri, seguiti da Gran Bretagna, Germania, USA e Cina. La ricerca di ContactLab conferma una volta di più che il Made in Italy è una garanzia di unicità e affidabilità in tutto il mondo, tanto che ad esempio un online shopper su tre nell’area cinese, e un online shopper americano su quattro consiglierebbero di fare un acquisto su un sito italiano. All’italia viene soprattutto riconosciuta l’alta qualità e l’unicità dei prodotti, e soprattutto l’affidabilità e la sicurezza dei siti web italiani.

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