In calo l'investimento mondiale in advertising, in crescita solo Internet!

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In base agli ultimi dati rilasciati da ZenithOptimedia, l'investimento mondiale dovrebbe passare dal +6,6% messo in bilancio lo scorso giugno a +4 per cento. Anche sul 2009 le attese sono al ribasso: da +6 a +4 per cento. La ragione è da attribuirsi soprattutto allo choc finanziario, che ha diffuso incertezza, minando la fiducia nell'economia allargata.

Il risultato è un mercato meno vulnerabile, tanto che la centrale parla di un semplice rallentamento e non di una contrazione degli investimenti. I maggiori effetti, per ora, si sono fatti sentire nei mercati occidentali: dalla pubblicazione del precedente report a oggi, molti spender hanno cancellato le campagne in programma per la seconda parte dell'anno o le hanno rimandate al 2009.

Ne consegue che la crescita prevista per il Nord America si dovrebbe attestare a +1,8% e 0,9% nel 2009, mentre quella per l'Europa dovrebbe essere analoga per il 2008 e pari a +2,6% nel 2009. Attese dimezzate, dunque, rispetto al +3,5% messo in bilancio all'inzio dell'anno per il Nord America e al 3,7% per l'Europa.

Ridimensionate le attese anche sugli altri Paesi, soprattutto per i tagli che le multinazionali porteranno ai loro budget. Fondamentalmente, però, la maggior parte dei mercati in via di sviluppo continuerà a crescere sensibilmente: +6,6% per l'Asia Pacifica nel 2008 (tolto il Giappone, arriva a +10,1%); crescita a doppia cifra per Europa Centrale e dell'Est, +10% per l'America Latina con il resto del mondo subordinato a un'accelerazione compresa fra l'8,1 e il 15,2% fra il 2008 e il 2010.

I mercati più sviluppati continuano a pesare per il 65% della spesa, ma oltre il 2010 gli altri arriveranno a rappresentare il 32% del totale, con un impatto sul ranking finale, con Russia e Brasile fra i primi dieci e Spagna e Australia fuori dalla top ten.

Quanto ai mezzi, a livello globale, l'esterna è l'unico a guadagnare quote di mercato, arrivando al 6,8% complessivo nel 2008, grazie all'intesa attività di investimento delle concessionarie. Internet continua la propria corsa, con +23% annuo, per arrivare al 13,8% di quote nel 2010. I quotidiani restano il mezzo in maggior sofferenza, tanto di essere il primo medium in contrazione dal 2002. Tutti i mezzi, comunque, perdono una parte delle loro quote a favore di internet.

Italia: da +2,6 a +1,1%. Cala la domanda di spazi tradizionali  e le previsioni di spesa a 9,050 milioni di euro per l'Italia nel 2008, pari a un incremento dell'1,1% a prezzi correnti e a una contrazione dello 0,3% a prezzi costanti. Quanto alle previsioni sugli investimenti pubblicitari, la centrale ridimensiona il +2,6% annunciato a giugno e mette in bilancio un +1,1 per cento. Una decisione legata al calo della domanda di spazi pubblicitari nei media tradizionali, in particolare editoria e tv. Considerato che, insieme, questi due mezzi rappresentano l'85,7% del totale mercato 2007, c'è poco spazio per ulteriore crescita. Il processo del passaggio al digitale, inoltre, è molto più indietro rispetto agli altri Paesi europei, tanto che l'addio all'analogico è stato postposto al 2012, in quanto solo un quarto delle abitazioni ha la tencologia necessaria.

Internet, per contro, continua a crescere velocemente, con almeno +25% annuo da qui al 2010. Nonostante la crescita sostenuta, però, internet non arriva a superare il 10% di quote di mercato come avverrà in altri Paesi entro il 2010. Rispetto al 2007, nel volgere di tre anni, la rete passerà dal 3,2 al 6,4% delle quote di mercato.

Fonte ZenithOptimedia e DailyNet

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