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Safer Internet Day 2012: il 71% degli utenti italiani non possiede le competenze per proteggersi

Venerdì 24 Febbraio 2012, 09:00 in Case History di

Gli utenti italiani possono fare di meglio per proteggere la propria sicurezza online: è quanto emerge da una ricerca condotta da Microsoft in 27 paesi, europei e mediorientali in occasione del Safer Internet Day.

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Gli utenti italiani possono fare di meglio per proteggere la propria sicurezza online: è quanto emerge da una ricerca condotta da Microsoft in 27 paesi, europei e mediorientali, con lo scopo di analizzare la diffusione di strumenti e l'adozione di comportamenti online adeguati in occasione del Safer Internet Day, un evento organizzato nell'ambito di Insafe, l'iniziativa della Commissione Europea per incrementare il livello di consapevolezza dei problemi di sicurezza legati a Internet.

In Italia, solo il 2% degli utenti Internet ha la piena consapevolezza dei rischi della rete e le conoscenze per proteggersi, e il 71% dispone di una protezione online di base, ma non possiede le competenze adeguate per difendersi dalle minacce sempre piu' sofisticate della cybercriminalità, quali il phishing e il furto di identita'.

Per analizzare il fenomeno, Microsoft ha stilato un Indice di Sicurezza, il Microsoft Computing Safety Index (MCSI) ed in una scala predefinita 1 a 100, il punteggio medio dei 27 Paesi coinvolti è stato pari a 44. L'Italia ha ottenuto un punteggio medio di 39, superiore solo a quello di Bosnia (36) e Montenegro (38). La palma di Paese più sicuro va alla Slovacchia con 56 ed alla Finlandia con 50.

Oggetto di analisi della ricerca in questione anche le procedure di protezione proattive conosciute e utilizzate, oggi più che mai indispensabili per proteggersi dai cyber criminali che colpiscono sempre più tramite i social network.

I risultati del sondaggio dimostrano che, sebbene numerosi utenti utilizzino firewall, software antivirus e password complesse, spesso non dispongono di informazioni sulle azioni e sugli strumenti che contribuiscono a proteggere dalle minacce di tipo social engineering, che ingannano le vittime a scopo di furto.

In particolare è emerso che oltre metà (60%) degli intervistati non si informa su come prevenire eventuali furti di identità e il 79% non conosce le procedure più innovative da eseguire per proteggere la propria reputazione online. È necessario quindi che gli utenti Internet adottino misure adeguate per salvaguardare il proprio stile di vita digitale.

"Rinnoviamo il nostro impegno per diffondere la conoscenza dei meccanismi della sicurezza online così da consentire a tutti la salvaguardia della propria identita' digitale" - afferma Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. "I dati diffusi oggi purtroppo sottolineano il gap digitale dell'Italia in questa materia e ci spingono a contribuire ancor di piu' a ridurre i rischi per le persone e le loro famiglie fornendo a minori, genitori ed educatori informazioni e strumenti tecnologici gratuiti per contrastare le tattiche sempre più sofisticate e insidiose utilizzate dai cybercriminali. Di qui la volonta' di aumentare il nostro impatto in occasione del Safer Internet Day 2012 anche attraverso il coinvolgimento diretto del nostro ecosistema di partner, che per la prima volta avra' accesso ad un kit con i materiali utili per organizzare nelle scuola corsi di formazione sui temi della sicurezza in Rete".

La ricerca indica che numerosi consumatori sono potenzialmente vulnerabili ad attacchi di tipo social engineering e non adottano precauzioni sufficienti per proteggersi da una cybercriminalità che ricorre all'inganno per sottrarre denaro e informazioni personali. Ad esempio, solo un terzo delle persone modifica le impostazioni sulla privacy dei siti di social networking per limitare la condivisione di informazioni e solo il 32% dichiara di ricorrere ai filtri del browser e al filtro anti-phishing.

Meno della metà del campione oggetto dell'indagine (47%) ha dichiarato di eseguire gli aggiornamenti del software e/o di aver attivato gli aggiornamenti automatici. Più di un terzo (41%) degli intervistati non si informa su come proteggere la propria reputazione online o come prevenire e impedire il furto di identità. Solo il 49% ha creato password utilizzando lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli. Alla domanda su come garantiscono la propria sicurezza online, metà degli intervistati ha dichiarato di aver attivato un firewall. Solo il 24% ha installato un software antivirus o antispyware sul telefono cellulare.

L'Indice rileva che i gruppi di utenti più giovani possiedono una maggiore conoscenza delle minacce legate al social networking. Oltre due terzi (70%) degli utenti di età compresa tra 14 e 24 anni hanno modificato le impostazioni sulla privacy dei siti di social networking per limitare la condivisione di informazioni, una percentuale quasi due volte e mezza superiore rispetto al gruppo dei 45-59 anni (27%).

Tra i più giovani è inoltre maggiormente diffuso l'utilizzo di motori di ricerca per monitorare e gestire le proprie informazioni personali online, con il 70% del gruppo dei 14-24 anni che adotta questa procedura, rispetto al 15% della categoria compresa tra i 45 e i 59 anni.

Meno della metà (47%) degli intervistati di età compresa tra i 14 e i 24 anni crea nomi visualizzati e/o gamertag che non corrispondono al nome reale. Rispetto ad altri gruppi di età, la categoria dei 25-29 anni dimostra maggiore interesse (41%) nel reperire informazioni sulle procedure più innovative da eseguire per proteggere la propria reputazione online, con il 59% degli intervistati che modifica le impostazioni sulla privacy dei siti di social networking per limitare la condivisione di informazioni.

Fonte Microsoft Italia

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