Associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria interattiva
Secondo uno studio condotto in Australia da Experian, le aziende hanno ancora molto da imparare in quanto a segmentazione dei consumatori.
Secondo uno studio condotto in Australia da Experian, le aziende hanno ancora molto da imparare in quanto a segmentazione dei consumatori.
Più di un terzo degli intervistati (34%) ha infatti affermato di ignorare del tutto i messaggi promozionali provenienti da qualsiasi canale, dagli invii cartacei, alla posta elettronica fino ai social media, poiché li ritiene non personalizzati e non pertinenti ai propri interessi. Caratteristiche ormai fondamentali nella costruzione di messaggi promozionali, dal momento che il 77% degli intervistati dichiara di leggere solo le comunicazioni che rispettano questi parametri.
Ma la mancata personalizzazione e pertinenza dei messaggi non è l'unico disagio che i consumatori dichiarano di dover sopportare, e a cui i marketer potrebbero ovviare con piccoli accorgimenti: il 30% dichiara infatti di non riuscire a cancellarsi dalla lista d'invio di comunicazioni non pertinenti, mentre per un altro 22% i messaggi arrivano sempre nei momenti sbagliati della giornata, ad esempio mentre si è al lavoro.
Capitolo a parte merita la percezione da parte dei consumatori dei canali scelti dalle aziende per comunicare: a fronte di una vertiginosa crescita della comunicazione d'impresa social, infatti, questa viene ritenuta eccessivamente invasiva dai consumatori, e solo il 26% cita questi canali tra i suoi preferiti. Ai social media vengono infatti ancora preferiti strumenti più tradizionali, come l'invio di newsletter via e-mail (46%) o di omaggi, promozioni e incentivi all'acquisto (70%).
La maggiore segmentazione del mercato e della clientela sembra comunque essere ora fra le priorità dei marketer. Quasi 7 addetti ai lavori su 10 (69%) hanno infatti dichiarato di porre particolare attenzione ad essa e anche alla scelta dei canali dei comunicazione. Un obiettivo che sembra condiviso un po' da tutti, nell'e-business (75%) come nel più tradizionale business retail (65%).
Fonte Experian
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