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Second Life, riflessioni e domande di un'internuta...

Venerdì 11 Maggio 2007, 17:45 in Curiosity di
secondlife.jpg

Cristina, un'attenta lettrice del blog di IAB, pone alcuni interessanti quesiti su second Life e sul suo utilizzo da parte delle aziende, ecco il suo interessante commento, le sue riflessioni e le sue domande:

"C'è qualcuno qui che si e' registrato, che si è creato l'avatar e ha cominciato a girare in second life? anche io ero molto curiosa, ealtrettanto scettica devo dire....essendo una anziana del web, second life in qualche modo non mi sembrava questa grossa novità...

Comunque, dalla mia esperienza, per capire se un mezzo potrebbe funzionare anche come mezzo pubblicitario bisogna mettersi sempre nei panni del possibile consumatore: se e solo se, io consumatore trovero' dei vantaggi, la soddisfazione di bisogni, piuttosto che altri valori nel mezzo in se' saro' disposto  anche  ad interagire (o sopportare, per molti..) la pubblicità. Non avviene mai il contrario (a parte forse nella testa di chi fa questo mestiere) e cioè che la pubblicità possa convincermi a fruire di un media...

Per capire, quindi, mi sono iscritta, mi sono creata il mio personaggio e ho apprezzato la vastita' delle scelte possibili: bionda mora rossa, con jeans lunghi corti medi, scarpe a punta tonde ecc...enorme scelta, e solo per questa fase era passata un'ora.

Dopodichè ho cominciato a muovermi, camminando, correndo volando; avrei voluto ad un certo punto prendere un motorino ma non c'e' stato verso. un'altra oretta.

Nel frattempo avevo incontrato al massimo una cinquantina di altri poveretti, come me in fase ancora di vestizione e non troppo esperti dell'isola (lo si capisce dai movimenti "strani" o dai gesti limitati: vuol dire che ancora non hanno memorizzato i comandi brevi per le varie attività).

I vari "quartieri" o zone dove sono finita non erano poi cosi' interessanti: alcuni spazi avevano una grafica bellissima, molto studiata nei particolari, ma non mi sembrava che ci fosse questa grande atmosfera.

Ho visto anche io diverse zone a luce rossa, non troppo intriganti, a dire la verità. Ho parlato, chattato o come si dice a linden, con due persone che avevano pochissimo da dirmi ed a cui alla fine nemmeno io avevo troppo da chiedere (ciao, chi sei, hi, bye, who are you...).

morale: come utente, potrebbe essere un'esperienza da rifare, magari in una giornata di pioggia a novembre: il tempo vola (solo a sceglierti nuovi vestiti puoi stare  un giorno...), c'e' voyersimo, puoi andare ovunque a vedere cosa fanno gli altri (poco, a dire la verità) imparare a volare dà una sensazione molto liberatoria. E' la versione on line di simcity e, sempre parlando da nonna di internet, è quasi commovente la velocità del tutto...

Da consulente di comunicazione, tutta la secondlife-frenesia di questo periodo mi ricorda cosi tanto il periodo orrido del 2000 che fa quasi paura....tanti articoli, tanta enfasi, clienti convinti da tanti articoli...per ora mancano solo i consulenti che tanto bene hanno fatto a internet nel 2000 per completare il quadretto...

Mah, potrebbe essere, chissà: usando nuovi codici, inventando situazioni...: ancora oggi vengono usati talmente tanti strumenti in comunicazine che, perchè no? di sicuro in questo contesto amplio, potrebbe non essere peggio investire su second life che su tanti mezzi "tradizionali"...

In un'economia che ha anche soldi per la sperimentazione, credo che un'azienda che volesse rompere con il passato, cambiare il rapporto con il consumatore, capire qualcosa, un'esperienza lunga (un flight non ha senso su sl...)potrebbe dare informazioni e magari anche aiutare a capire determinati aspetti. Detto in altre parole, vuole anche dire, scommettere una cifra SENZA aspettarsi dei ritorni, SENZA usare i criteri di valutazione standard....

Alla fine di questo sproloquio, la cosa che mi sorprende di tutta la faccenda è proprio la sicurezza delle aziende che stanno investendo su sl: perche' sembrano così sicure e soddisfatte? Perche' nessuno ha dichiarato, che so, di essere su sl a titolo sperimentale, di ricerca, di analisi dei gruppi e delle dinamiche? E come mai, almeno per quanto riguarda l'italia, troviamo su sl aziende che, in alcuni casi, hanno avuto rapporti rari e non felici con internet, adducendo le più varie e fantasiose motivazioni e rimanendo ancorati ai piu' tradizionanli mezzi tradizionali?

Mah. Qualcuno mi può spiegare?"

Invitiamo gli utenti e gli addetti ai lavori a rispondere a Cristina nei commenti.

20
20 commenti
20
27 Apr 2008
alle 20:40

tony

scste sn nuovo di second life e mi potreste dire cm si fanno a costrure oggetti? x piacere risp

 

19
09 Feb 2008
alle 19:36

Richard

Mah io ci ho girato per un po', coinvolto da amici transumanisti..., ed ho trovato SL del tutto deludente, noiosa e poco stimolante.

Non mi associo tuttavia ai "realisti" che ne temono chissa quali effetti negativi... cosi' come ritengo risibili le motivazioni di coloro che pensano di arricchirvisi; per quanto concerne le aziende  potrebbe essere al massimo un mezzo publicitario in piu' e neppure costoso.

SL non ha in se' nulla di particolarmente brutto o pericoloso... se non la noia! 

Richard (Benito Macchi in SL)

18
15 Dic 2007
alle 14:28

Stefano

Testare...visibilità...pubblicità come anima del commercio...ritorno d'immagine...onestamente e senza offesa: il neoliberismo è mercificazione onnipervasiva in sé, non uniamo il ridicolo allo squallido...

Sono in SL da due anni, ho lavorato con I Lindens nell'educational, ho fatto volontariato - penso di conoscere discretamente vuoi l'aspetto 'tecnico' che quello 'umano' della cosa. Il web è pieno di opportunità ed occasioni per aziende che cercano visibilità. Vadano dunque altrove e lascino SL all'immaginazione ed alle fantasie. Inoltre, la 'piattaforma' commerciale/sperimentale è del tutto inappropriata - testare boe, ad esempio, è semplicemente assurdo: SL è tecnologicamente inconsistente, il meglio che può 'simulare' sono gli effetti atmosferici grazie ad una decente grafica. Ma per carità nulla di 'reale' può essere testato o sperimentato! Da due anni abbiamo un susseguirsi di clients penosi, gli stessi bugs presenti al mio arrivo li ritrovo ora, i servers non sopportano il carico di popolazione e sono alquanto artigianali essendo i LLabs una piccola impresa. Andate nei forums a leggere quanto sono entusiasti i bottegai di SL...

Quanto alle multinazionali, sembra abbiano finalmente capito che aria tira: consiglierei di controllare il traffico nelle sim deputate - è maggiore il 12 di casa mia...

In conclusione raccomando caldamente anch'io un bel viaggetto attraverso la 'meraviglia tecnologicamente avanzata' che sarebbe SL. Magari provando a divertirvi e basta. Magari chiacchierando con un pinguino in Caledonia. Magari scoprendo che vorreste diventare un lupo mannaro, o una deliziosa fanciulla, o un vagabondo senzatetto in Desolation Bvd...

 

17
14 Dic 2007
alle 12:11

Principedemone Ewing

Second life è essenzialmente una palestra di menti.

Certo, non puoi capirne il senso elepotenzialità passegiandoci un'oretta o una settimana, second life deve essere esplorato,vissuto, capito...

Sparare a zera non ha senso.

Dico palestra perchè il sistema interno che permette di programmare e creare oggetti èilmezzopersbizzarire lafantasia a costo zero ocmq con una spesamoltorelativa.

Architetti, inventori, ci sono aziende reali che producono boe per il controllo del moto ondoso e le testano su secondlife, c'è chi crea abiti, mobili, chi ha avviato zone di intrattenimento e quant'altro...

E' vero c'è anche il caos, non esistono piani regolatori (anche se le isole private generalmente sono ordinate ed interessanti), è vero c'è molto sesso (ma quanti utenti di internet frequentano siti a luci rosse?) è vero è tutto basata sulla comunicazione al punto che sono sorte televisioni, radio e giornali dedicati che trasmettono all'interno.

E quindi?

Quindi la pubblicità resta l'anima del commercio, tutte queste persone spendono cifre notevol, in termini di economia interna, per essere visibili, per meglio piazzare il proprio prodotto. Non giudicate second life dalla prima impressione, le potenzialità sono enormi e se aziende multinaizonali ci restano dentro dopo avere constatato che non si guadagna granchè (loro ma tanti utenti tirano fuori da second life anche 1000 euro almese e per alcuni è un ottimo guadagno) evidentemente unritorno almeno d'immagine c'è, quanto meno in prospettiva. Non è da sottovalutare neanche l'aspetto di potenzialitàper chi vuole sperimentare nuove idee, su sl chiunque può diventare inventore,chiunque può sviluppare nuove idee ed in ogni caso una struttura così potrebbe diventare nel tempo lo standard di esplorazione del web e su questo scommettono in tanti.

Prima di farvi un giudizio rpecostituito entrate, utilizzate il motore di ricerca, vivete second life senza aspettarvila grafica, laperfezioone di un videogame perchè no lo è pensate a quello che potreste fare, girate per i negozi e cercate di capire l'infinità delle cose che potreste costruire e inventare, guardate i locali, i laboratori, solo così potrete realmente capire second life. Certo, se vi limitate all'idea di chat allora si, è solo una chat tridimensionale.

16
11 Dic 2007
alle 23:10

Stefano

Sono nauseato dal proliferare di nuovaeconomichese (business, promoters, art directors, organizzatori di immancabili 'eventi' e quelli dei 360°). SL nasce nel 2003 come insieme di luoghi atti a permettere lo sviluppo e l'espressione delle personalità multiple. Amen. Se di 'sperimentazione' si vuole parlare, ebbene lo si faccia in termini psicanalitici - che sono poi gli unici ad avere *reso* e ad avere offerto possibilità innovative ai terapeuti. Nell'estate 2006 si ebbe lo snaturamento dello spirito originale mediante l'introduzione degli "unverified accounts": un fasullo indirizzo elettronico divenne (ed è tuttora) sufficiente per entrare in SL. Phil Rosedale & co. volevano popolazione per attirare aziende e corporazioni. Morale: SL è ora RL2 - commercio esasperato/esasperante ed un'onnipervadente presenza di siti web e links. Al tempo stesso, un radicale cambiamento negli usi e costumi: circoletti ebetoidi e volgarissimi di chattaroli in cerca dell'imbrocco notturno al bar o al casello. Ma ora il Grande Bluff, il circo delle illusioni sta avvicinandosi alla logica fine. Si è scoperto (ma tu guarda...) che non siamo 10 milioni ma 360.000...che la punta massima di utenza simultanea è di 55.000 dalle 23.30 alle 0.15...che gli 'imprenditori' sono venuti "per sentito dire" e se ne stanno finalmente andando. E gli ineffabili Lindens hanno a propria volta scoperto che quel mercato del sesso che le aziende avevano loro imposto di 'ripulire' è né più né meno che il motore stesso dell'intero sistema.   

 

15
15 Set 2007
alle 18:15

claudia

second life...........pericoloso per i bambini non seguiti e per gli adulti bambini che si annoiano.una grossa inutilità per chi ha di meglio da fare.

forse anche un nuovo e più efficace modo per controllarci tutti?chi lo sa....

spero solo che non ne inventino ancora!

grazie per le vostre informazioni.

14
13 Set 2007
alle 23:01

webgab

Condivido le tue perplessità. virtualità o realtà? Io proverò a capirci qualcosa approfondendo l'argomento second life in un corso di formazione trovato proprio in questi giorni su google. l'indirizzo dove trovare le info è www.mediatopics.it 

13
21 Ago 2007
alle 12:10

mpia

Condivido parola per parola quanto scritto nell'ultimo post da "maxx flyer". Senza voler innescare ulteriori polemiche ritengo Second Life ed il metaverso in genere uno strumento. Costruire tecnologia utile, innovativa, che favorisca il progresso a 360 gradi è il business possibile su second life. Il resto è pubblicità, marketing, immagine canali che hanno il ritorno che hanno come in tutti i canali multimediali che conosciamo: non è detto che la spesa valga il guadagno ma ci si può provare e la creatività è un'eccellente alleata. Basta demonizzare strumenti tecnologici solo perchè non si hanno le cognizioni per usarli in modo produttivo! Quando grandi aziende come Sun microsystem, IBM, Dell e altro decideranno di costruire tecnologia allora tutti proni a fare inchini alle grandi multinazionali dimenticando che spesso le grandi aziende usano le risorse di cui sono dotate per studiare certi fenomeni e trarre spunto magari dall'utente smanettone a cui viene l'idea geniale e che ha capito come usare produttivamente l'interfaccia. Perchè di interfaccia si tratta, quando si parla di metaverso, e il poterci o saperci fare qualcosa con un interfaccia dipende dalle cognizioni tecnologiche che di essa abbiamo!

12
14 Ago 2007
alle 19:42

maxx flyer

INGNORANZA IMPRENDITORIALE E SECOND LIFEIMPRENDITORI IGNORANTI E GIORNALISTI FAI DA TESe chiedi ad un imbecille di aprire assieme a te una azienda al polo nord ti risponderà che non cè niente di valido per partire.In realtà al polo ci sono milioni di metri cubi di acqua dolce pronta per essere imbottigliata.Questo il paradigma dell 'imprenditoria moderna che ha bisogno di canali preesistenti per vedere il business.Second life sta crescendo, e fa soldi chi sa creare questi canali.Se hai in manp milioni di dollari è inutile cominciare da second life, non troverai i canali di cui ti sei sempre servito, ne la cultura a cui ti sei sempre proposto.Perderai tutto cio che avevi.Se parti da zero, in second life non hai rivali, perchè gli squali non navigano in acque basse.Business modelling è la parola d' ordine del metamondo.Non basta inventare un prodotto, bisogna inventare anche un modo per venderlo, e non sta a me spiegarvi come fare,Se avete fantasia probabilmente sapete gia che strade creare, altrimenti tornate a casa e copritevi.Si dice che barbie girl sia destinato a soppiantare second life.Un mondo pixel art per ragazzine di dodici anni?Si dice che entropia universe sia destinato a soppianntare second life.Ma avete visto se è riprogrammabile come sl?Non capite cosa sto dicendo?Sto dicendo che non basta andare in india per tre giorni per poterne parlare.Dovete viverci per un po per capire le potenzialità.E non escludete che non sia il posto giusto per il vostro cervello.Probabilmente non lo è.Restate nel mondo reale, dove si vendono profumi di giorgio  armani, scarpette di gucci, e magliettine pseudo eleganti di d&g.Queste sono cose che capite vero?Bene allora.Non sforzatevi laddove non ce la potete fare.Non è cosa.Noi ci teniamo il nostro metamondo, che non haun avera regola.Solo uno stupido ha aspettative precostituite da un acosa in costruzione.Una persona intelligente prende second life e lo trasforma  apropria immagine e somiglianza.Sono un utente Sun microsystem da anni.Non basta aprire un ufficio in second life per fare soldi.La SUN DICE CHE NON Cé BUSINESS?Se la Sun decidesse di costruire tecnologia in SL allora farebbe un mucchio di denaro.Se per contro sperano di fare soldi senza inventare nulla allora cè qualcosa che non va.Forse si drogano e sono appannati.O forse non si drogano abbastanza e non riescono a vedere oltre.

11
23 Lug 2007
alle 18:12

marcus

mi sembra tanto la corsa al sito internet della fine anni 90. Aziende grandi e piccole si facevano spennare da furbi ragazzotti smanettoni per fare una paginetta internet tanto spoglia e squallida quanto inutile e inutilizzata, per poter inserire un www sul proprio biglietto da visita. L'unico vero vantaggio è stato quello di poter avere ancor oggi il nome di dominio

10
23 Lug 2007
alle 12:49

Blogosfere Staff, Caterina

@Ciao william! grazie per la segnalazione!

9
21 Lug 2007
alle 16:32
8
25 Giu 2007
alle 18:14

franco

......condivido totalmente il tuo scetticismo.Sicuramente siamo agli esordi di un mondo virtuale che ha tanta strada ancora da fare.Quando fra alcuni anni il tutto sara' piu' lineare forse se ne potra' parlare con cognizione di causa ...e non nego che il tutto e' mosso da curiosita' morbosa. Consiglio Attendere.

7
15 Giu 2007
alle 15:44

Albert Falck

Ho letto la vs conversazione con molto interesse.

Personalmente io sono un vecchio utente di Second Life... e con una lunga esperienza di marketing nella vita reale.

Second Life ha avuto una grossa risonanza per aver saputo sfruttare molto bene il diffuso fenomeno del RMT (real money trading) tipico di molti MMOG legalizzandolo e incoraggiandolo.

Questo ha creato a tutti gli effetti una floridissima economia "interna" io solitamente la chiamo "indigena".

Quando si è iniziato a parlare dei risultati dei primi operatori di questa economia, sicuramente notevoli visto di cosa si parlava... è stato abbastanza normale per molte aziende pensare di poter fare la stessa cosa.

Al momento questa ondata di nuovi arrivi continua grazie all'inerzia e alla voglia di sfruttare l'onda mediatica per avere visibilità nel mondo reale.

Nella pratica il 90% delle aziende real arrivate su SL hanno fatto un clamoroso flop. Su SL sono spesso totalmente ignorate e snobbate.

Come si faccia realmente marketing su SL è una cosa che si sta iniziando solo ora a capire. Di certo NON è una miniera d'oro per le aziende reali (tuttaltro), è la massimo una occasione per sperimentare e studiare un nuovo mezzo.

O meglio... c'e' un solo tipo di aziende reali che ci sta facendo soldi... perchè nel vs post c'e' in effetti un errore:

"per ora mancano solo i consulenti che tanto bene hanno fatto a internet nel 2000 per completare il quadretto... "

Errore. Ce ne sono a decine ormai... prontissimi a fatturar cavolate.

Comunque... per non annoiarvi troppo. Con un amico di mondo virtuale abbiamo ormai da mesi un blog che tenta di occuparsi proprio di questo, con vari articoli proprio sulle esperienza di marketing in SL, se vorrete venire a dare un occhiata, sarebbe molto interessante confrontarci con le vs idee ed esperienze

Roberto Brocchieri

in SL Albert Falck

 

 

 

 

 

 

 

 

6
11 Giu 2007
alle 02:26

Kaede aka Danilo

Da circa 2 giorni sono su Second Life e, come Cristina, ho passato gran parte del tempo a personalizzare l'aspetto dell'avatar. I primi giri per le land si sono rivelati traumatici: odio il caos! (stendiamo un velo pietoso sui lag, i freeze e i crash).

Premetto che non ho le basi necessarie per esprimere affermazioni valide sulle potenzialità pubblicitarie di SL ma, secondo me, il mondo virtuale in questione ha tutte le carte per essere più che altro un mercato che può fungere da sperimentale trampolino di lancio per nuove attività. #è una mia sensazione# 

Il fascino di SL nel mio breve periodo di prova non è ancora venuto a galla e, da quanto ho potuto scoprire, i pro sono quanto i contro. Nel tentativo di capire cosa "rappresenta" SL per i suoi abitanti ho addirittura fatto qualche intervista (italiani,inglesi,statunitensi,neozelandesi...) e le risposte sono state le più varie. (mi sono espresso in inglese ricevendo anke i complimenti *arrossisco*).

Appena avrò un po' di tempo pubblicherò le interviste sul sito della mia community per raccogliere altri punti di vista.

Infine vorrei ribadire: SL è troppo caotico...a mio parere questa è la piaga principale di questo mezzo (mi sono perso più volte e non riesco proprio ad orientarmi). La confusione potrebbe rappresentare un ostacolo difficile da aggirare.

Mi farebbe piacere sapere cos'è SL secondo voi.

Un saluto assonnato da Kaede e dalle sue occhiaie.

5
05 Giu 2007
alle 22:25

Alberto

Cara Cristina, che dire. Condivido ampiamente le tue considerazioni e vorrei aggiungere che il tanto pubblicizzato mondo virtuale, sopratutto per i cosidetti big spenders, possa addirittura rappresentare una esperienza frustrante che non so quali effetti possa avere sulla immagine della marca.

Non dimentichiamo che, volendo parlare di mondi virtuali, ci sono altre soluzioni, altri progetti, altre community in grado di permettere una interattività tridimensionale tra gli utenti. Magari non si tratta di mondi costruiti dagli stessi utenti e non si respira la stessa aria di "autogestione" che a tutti i costi si vuole attribuire a Second Life ma rappresentano tutti, chi piu chi meno, delle interessanti opportunità con cui sperimentare o attuare progetti di social networking.

La domanda è: perchè almeno due volte a settimana ci ritroviamo sui prioncipali quitidiani uno o più articoli che parlano, in un modo o nell'altro, di Second Life? perchè non leggiamo articoli che parlano di Habbo Hotel, Puzzle Pirates o Entropia Univers?

Il dato certo è che Second Life è la star del momento. Chi sbarca in Second Life oggi ha la possibilità di far parlare di se, di poter dire "io ci sono", di osservare, sperimentare ed essere pronto nel caso in cui questo o qualche altro mondo virtuale diventi una realtà concreta ovvero un mercato.

Credo che per molte aziende entrare in SL rappresenti alla fine una prassi molto piu comune di quanto non si possa pensare. Emerge una potenziale opportunità e chi ha risorse ci prova. Se si rivelasse una scatola vuota pazienza, di strade nuove le aziende ne sperimentano tutti i giorni con investimenti anche molto consistenti e solo qualcuna di queste porta alla meta.

Inoltre gli stessi investimenti con cui le aziende si avvicinano a Second Life non sono, ad oggi, paragonabili a quelli di cui si parlava nel 2000, quelli che hanno creato la bolla speculativa producendo piu fallimenti che successi.

E' fuor di dubbio che Second Life rappresenti una modalità di comunicazione nuova (non necessariamente innovativa) e un modo di sperimentare la rete tendenzialmente piu coinvolgente. Forse evolverà verso forme piu pratiche e meno ambiziose lasciando da parte la velleità di riprodurre una versione migliorata della vita reale. Forse sarà superato dal prodotto di qualcuno che alfine saprà fornire agli utenti un valido motivo per frequentare il suo mondo virtuale, soddisfacendo, come dici tu,  bisogni e aspettative .

Alla fine entrerà in gioco la solita mano invisibile che guida il consumatore nelle sue scelte e prevarranno come sempre (o quasi) le leggi del mercato.

Non ci resta che aspettare, se succederà qualcosa ce lo faranno senz'altro notare.

4
14 Mag 2007
alle 17:44

Marco

Ancora una volta ribadisco che forse non sono la persona più inidcata a parlare di questi temi, ho ancora poca esperienza e mi mancano troppi tasselli per aver chiaro il uadro di riferimento (media, marketers, clients, political forces).

Mi sento solo di dire che mi dispiace che entusiasmo, passione e voglia di fare spesso sfocino in note amare prima, e disfattiste dopo (ma a chi non è mai capitato d'altronde? Poi fortunatamente passa un poco di tempo, torna la lucidità, e la voglia di fare supera quella di dire).

E' vero esiste un sistema, uno status quo, che gestisce nella maniera a sé più conveniente le risorse che ha a disposizione e probabilmente si è saputo anche accattivare le "simpatie" di chi le informazioni le divulga.

Credo, però, che i clienti non siano stupidi e che leggano anche altre cose oltre Repubblica (con tutto il rispetto per il giornale), ed i dati relativi agli investimenti pubblicitari lo dimostrano: internet e mobile stanno crescendo molto (se guardi qui su questo blog, due post più in basso, ci sono dei dati molto interessanti).

Insomma, non credo molto nella longevità di un sistema furbesco e truffaldino, tanto meno al giorno d'oggi 8e mi guarderei dal gridare all'untore!). 

Un'azione divulgativa strutturata, indipendente, professionale e puntuale, potrebbe certo favorire un accesso all'informazione più semplice e democratico.

La condivisione della conoscenza certo permetterebbe di fare scelte più consapevoli ed oculate.

Ma siamo proprio sicuri di volere un sistema che funziona? 

3
14 Mag 2007
alle 10:33

cristina

Hai ragione, Marco: dovremmo trovare il tempo, l'energia e l'entusiasmo per "organizzare" delle linee guida, per dare suggerimenti seri come associazione di categoria.

Sono d'accordo con te,ma...perche' in questo nostro mercato ci prendiamo carico di queste missioni, e invece non riusciamo a portare l'attenzione sulle cose piu' importanti? Per esempio, leggevo su repubblica.it stamattina un articolo sulla perdita di ascoltatori delle televisioni italiane (http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/tv-calo/tv-calo/tv-calo.html). Un secondo link legato allo stesso tema parla del fatto che gli americani preferiscano ormai internet alla televisione (http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/tv-calo/network-usa/network-usa.html)....  perche' non facciamo nostre queste informazioni? In italia il calo degli ascolti televisivi non sembra mai dipendere dal maggiore utilizzo di altri media (del tipo, il calo c'e perche' fa caldo, gli italiani la sera escono....), mentre per gli altri paesi lo si puo' tranquillamente dire...Queste sono le informazioni da "vendere" ai clienti, il fatto che i loro potenziali clienti non siano piu' dove gli viene detto che sono e queste informazioni potrebbero portare budget, esperienze, nuovi clienti...poi, se con questa nuova consapevolezza del valore del mezzo un cliente volesse testare Second life, perche' no? I nostri cervelli sono allenati da anni ad affrontare nuove sfide di comunicazione, i nostri cervelli sono già web 3.0....

2
14 Mag 2007
alle 09:03

Blogosfere Staff, Caterina

Ciao Marco, sono molto interessanti le tue riflessioni su Second Life, ho riportato il tuo commento come post! qui il link!

1
13 Mag 2007
alle 16:45

Marco

Beh, forse non sono così titolato acommentare le tue affermazioni, ma anche a me dà un po' l'impressione che ci sia un entusiasmo eccessivo su certi fenomeni (e non credo che sl sia l'unico).

Come al solito siamo tempestati di articoli e servizi che osannano l'ultima trovata (e come al solito mancano o vengono ignorati studi e ricerche che potrebbero aiutare ad avere una misura più precisa dei vari fenomeni, e a capire come trarne le migliori opportunità)

Ma conoscere, comprendere, significa in parte anche farsi coinvolgere - con passione e capacità progettuale - da contesti che potrebbero avere degli sviluppi interessanti, che potrebbero rappresentare qualcosa di significativo.

Insomma condividole affermazioni di Cristina, i dubbi e le tristi memorie che riaffiorano dal recente passato, e mi piace la parte propositiva che deriva dalle sue riflessioni:

facciamo sì che tutto ciò non si riduca a certe "frenesie" da "periodo orrido" abbiamo tutti da guadagnarci, clienti, utenti e "consiglieri"

Di cosa ci sarebbe bisogno per evitare il ripetersi degli eventi?

Provo a buttar giù un paio di cose (ma mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi)

- maggiore completezza d'informazione (e questa è un'esortazione non rivolta soltanto ai media, ma anche a chi li fruisce: moltiplicare e variare le fonti) 

- maggiore competenza specifica (troppi, credo, parlano per sentito dire)

- una visione un po' più strategica, di lungo periodo (il che implica un maggiore coinvolgimento e responsabilità da parte di agenzie e consulenti)

Potremmo fare una sorta di decalogo ad uso di tutti, lo stesso IAB potrebbe farsene patrocinatore e diffusore (uno strumento educativo ad uso di tutti - clienti in particolar modo - costruito sul web secondo le segnalazioni dei frequentatori di questo blog 8sarebbe anche un modo per incrementare il traffico sul blog, accrescere la notorietà ma soprattutto.. fare qualcosa di utile! (non è questo il marketing 2.0?)

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