Associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria interattiva
Si è svolta ieri, a Milano, la "1a Convention italiana di marketing e comunicazione", all’interno della quale, con un inedito format a “processo”, si è sviluppato un interessante dibattito sulla comunicazione d’impresa. Danilo Arlenghi, presidente del Club del marketing e della comunicazione, ha presieduto il contenzioso.
Il "processo" prende spunto da una ricerca realizzata dall'istituto QMark, secondo la ricerca, gli italiani sono molto critici verso la pubblicità, in particolare quella Tv e su internet, secondo la ricerca, infatti, la pubblicità è ripetitiva quasi per un italiano su due (48%), e noiosa per uno su quattro (23%).
Ecco un video con alcuni estratti del processo che abbiamo seguito con il blog IAB!
Il processo è stato aperto per l'accusa da Pasquale Diaferia, presidente Special Team, che ha invitato Oliviero Toscani a prendere la parola per primo. Questi ha esordito con una divertente provocazione: "Ringrazio il marketing e la pubblicità! Io sono, anzi ero un cono gelato, ma il marketing mi ha fatto diventare magnum, slim, extra, quindi un oggetto sessuale che ha un rapporto fisico e di godimento con il consumatore".
Pasquale Diaferia ha poi continuato con le seguenti parole: " Se esaminiamo la pubblicità, anche in chiave economica, ci accorgiamo che un mercato come quello, fatto di idee, oggi è in mano ai finanzieri, non ai talenti creativi".
La risposta della difesa si è concentrata sul capo di accusa della ripetività; Lorenzo Marini ha sottolineato dapprima come questa non rappresenti forzatamente un male e in secondo luogo come la stessa sia uno strumento a volta necessario a un brand per farsi ricordare all'interno di un mercato che conta migliaia di marche.
Durante il dibattito, accusa e difesa si sono lanciate provocazioni invitandosi reciprocamente a cambiare ala di tribunale; in ultima battuta Oliviero Toscani ha declinato l'invito dei difensori a "saltare la barricata": attraverso un lungo monologo egli ha dato sfogo alle proprie riflessioni sulla comunicazione in generale. "La comunicazione moderna - ha affermato Toscani - dovrebbe essere un'arte, ma come l'arte anche la comunicazione moderna è sempre stata al servizio del potere".
Buongiorno,
sapete che mi piacerebbe se in questo blog si aprisse una parentesi sul tema second life, proprio ieri un mio cliente (per cui stiamo curando una campagna promozionale/pubblicitaria) al telefono mi chiedeva: "Lucia lei conosce secondlife?"... io siceramente sono rimasta un pochino perplessa, nel senso che mi sono chiesta, conoscendo solo superficialmente questo nuovo spazio, devo ammetterlo, ma dove sono i margini di guadagno, a fronte di un investimento che presumo corposo?
Se conoscete qualcosa a riguardo potreste informarmi?
Grazie.
Buon lavoro
@Ciao Fabio, di sicuro l'argomento non è dei più semplici! Quel che è certo è che la tv è cmq un media passivo, puoi scegliere di non guardare la televisione o di cambiare canale, ma non permette interazione con il consumatore/utente.
Internet invece permette a mio avviso maggiore creatività, interazione, e il mondo web 2.0 sta movimentando l'adv online, basta pensare a fenomeni come youtube, second life e myspace, dove le aziende cominciano a investire, per non parlare poi dei blog e dell'utente che non solo scrive, ma esprime la propria opinione o fa informazione.
Ciao Lucia e Caterina,
credo che sia un argomento molto complesso e interesante.
Sinceramente non mi sento di subire la pubblicità televisiva visto l'opportunità di cambiare canale o farmi una passeggiata all'interno della stanza con un buon bicchiere di vino.
Internet lo vivo come uno mezzo indispensabile, che mi incurioscisce, ma anche ricco di inganni e insidie.
La pubblicità, la comunicazione sono sempre molto accattivanti e persuasive e visto l'uso ormai quotidiano dello strumento si subiscono passivamente durante la navigazione.
Anche se amo essere informato mi piacerebbe chiedere + regolamentazione.
E' per questo che rispondo ai vostri commenti.
Fabio
@Ciao Lucia, sono daccordo con te. In linea di massima la pubblicità e la comunicazione televisiva l'utente le subisce passivamente, mentre con internet l'utente ha modo di interagire con il mezzo e soprattutto ora che la comunicazione passa sempre di più per i blog, direi che l'utente-consumatore diventa sempre più importante!
Salve,
io ero presente in aula al momento del processo e personalmente non condivido in pieno i capi di accusa, in particolare che la comunicazione sia eccessiva: chiaro è che rispetto al passato sono nati nuovi media che hanno affiancato quelli tradizionali, di conseguenza aumentano i canali di comunicazione aumenta la quantità dei messaggi.....
Quanto poi al fatto che internet risulti il mezzo dove la pubblicità è più invasiva, non concordo affatto: l'utente in rete è 'attivo', non 'passivo': c'è un pop-up lo chiude, blocca le email con filtri antivirus, si disiscrive dalla newsletter, sceglie dove navigare, fa informazione e crea opinione, se vuole ti distrugge un brand o te lo crea (blog,forum)...
insomma c'è un livello di engagement buono...direi...
credo che chi fa pubblicità debba partire da questo, cioè dal fatto che gli utenti web che sono anche consumatori vogliano sempre più coinvolgimento.
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alle 14:49
Blogosfere Staff, Caterina
@Ciao Lucia, abbiamo ripreso il tuo commento e abbiamo scritto un post, puoi leggerlo qui.